Voci dalla fogna

Diciamo la verità. Siamo sempre stati razzisti.

Noi italiani intendo, e i veneti anche.

Una volta no, non lo eravamo. Ma una volta era facile non esserlo: non c’erano neri, cinesi o albanesi. Al massimo c’erano i terroni e i napoli.

Gli unici stranieri, per noi, erano i neri americani. Belli, puliti, pieni di soldi. E, soprattutto, lontani.

Poi sono arrivati anche da noi brutti, sporchi e, qualcuno, cattivo.

E ci siamo scoperti razzisti.

Il razzismo è come una fogna. Fa schifo a tutti, nessuno la vede, ma c’è. Nessuno se ne occupa. Fino a quando non si rompe e allora esce e invade le nostre case e le nostre strade.

La politica di questi ultimi anni ha dato voce alla fogna, l’ha fatta parlare: ci ha ricordato che la fogna esiste, con le sue schifezze, i suoi miasmi, i suoi rigurgiti. Basta ascoltare certe dirette radiofoniche di Radio Padania Libera (a proposito il correttore automatico dice che Padania è un termine inesistente) in cui la gente vomita tutta la sua ignoranza e la sua rabbiosa intolleranza.

Ma per sentire la fogna è sufficiente stare in mezzo alla gente normale il giorno dopo la morte di quegli immigrati per opera di un pazzo nazista. Oppure dopo che hanno incendiato un campo nomadi “per sbaglio”.

Basta togliersi gli occhiali da democratici o la maschera da persone civili per poter sentire le risatine, le battute, i “meglio così”, “gli sta bene, così imparano”, e simili amenità.

Basta andare oltre quello che dicono i giornali o l’ufficialità, per sentire le voci della fogna e vedere che, in fin dei conti, la fogna ha la faccia del nostro vicino di casa, del cliente abituale o della tipa carina che incontri in autobus.

Perché la fogna c’è. Anche se tutti fanno finta che non ci sia.

Post scriptum: il Sindaco di Verona, Tosi ha partecipato alla manifestazione anti razzismo Sabato 17 dicembre; ha fatto bene, bravo.

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Informazioni su lamiacasetta

Mi piace prendere in giro la sfiga e riderci sopra. Per questo scrivo.
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Una risposta a Voci dalla fogna

  1. lamiacasetta ha detto:

    Come volevasi dimostrare… Aggiungo un post preso dal blog di Gad Lerner.
    (…) e che sospingono 6205 utenti di Facebook a cliccare “mi piace” sulla pagina in cui si inneggia al killer dei senegalesi di Firenze, “morto per noi”?
Gianluca Casseri non era un pazzoide isolato. Frequentava CasaPound, ma soprattutto godeva della stima di autorevoli intellettuali della destra italiana. Per esempio Gianfranco De Turris, il segretario della Fondazione “Julius Evola” (filosofo fascista del razzismo antisemita), divenuto vicecaporedattore dei servizi culturali al Giornale Radio della Rai, in quota a Alleanza Nazionale e poi al Pdl. Questo De Turris ha firmato ben due prefazioni encomiastiche ai libri di Casseri. L’ultimo è uscito nel maggio scorso per l’editore Solfanelli. Si tratta di un pamphlet intitolato “I protocolli del Savio di Alessandria”, rivolto contro Umberto Eco e il suo romanzo “Il cimitero di Praga”. Nella prefazione De Turris loda Casseri sostenendo che “I protocolli dei Savi di Sion” sarà pure un falso ma descriveva in anticipo una realtà verificatasi poi. Bella gente ha piazzato in Rai, la destra. Se il killer di Firenze era un pazzo, come minimo aggiungiamo che dispone di numerosa compagnia.

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