IL MIO 11 SETTEMBRE

Lo pubblico a distanza di dieci anni e un mese.

IL MIO 11 SETTEMBRE

Scrivo mentre sta passando l’11 settembre di dieci anni dopo QUELL’11 settembre.

E’ domenica e oggi ho lavorato. In serata, finito il lavoro, sono stato in ospedale a visitare mia madre. È stata ricoverata sabato ed oggi è stato il suo primo giorno “dentro”.

Il mio 11 è passato così, sentendo di sfuggita gli speciali dei telegiornali, o della radio, senza nemmeno guardare i giornali.
Oggi è stata una bella giornata e calda e in città c’erano molti turisti.

Dieci anni fa il mio 11/09 è stato diverso.
Per motivi di lavoro ero vicino Ravenna, avevo un paio di appuntamenti saltati ed ero indeciso sul da farsi. Mi telefonò un amico con la notizia di quello che stava succedendo, gli aerei e tutto il resto.
In un bar vidi qualcosa alla televisione, sembrava un film, neanche tanto originale; decisi di tornare a casa, ormai la giornata era saltata.
Per tutto il viaggio ascoltai la radio, le diverse stazioni nazionali e anche quelle locali. Naturalmente tutti ne parlavano.

Tutti a dire che, dopo, il mondo non sarebbe più stato lo stesso.
Io ci credevo, anche se non mi sembrava una cosa positiva.

A dire la verità, a distanza di anni non mi sembra che questa speranza o paura si sia avverata. Si dice che quel giorno i poveracci e i ricchi broker fossero fianco a fianco a New York, a dare una mano: le cronache ci hanno fatto pensare che le differenze di classe o di censo fossero sparite. Ricchi e poveri, bianchi e neri, musulmani ed ebrei, tutti insieme per aiutare.
Tutti insieme a difendersi dal nemico invisibile, insieme per ricostruire il mondo.
Il nostro mondo.

Ma era davvero nostro? Nostro di chi poi?

Mi chiedo questo perché ho letto che, per esempio, i parenti delle vittime sono stati risarciti in base a quello che AVEVANO GIÀ quando i loro cari erano vivi. In pratica, se da vivo eri uno che guadagnava poco, o se eri vecchio, il risarcimento ai tuoi parenti, morto te, è stato più basso di uno che guadagnava tanto o che era più giovane. Giusto. Ma allora i morti non sono più uguali.

E tanti anni dopo? Beh, sì, i controlli agli aeroporti sono diventati più… più cosa? Più sicuri o più assurdi? Quante volte abbiamo letto di giornalisti con finte bombe che sono riusciti ad eludere i controlli, mentre a noi ci hanno fatto fare ore di attesa, per farci togliere il cappello (“potresti avere una bomba in testa!”).

In mezzo ci sono state, anzi ci sono ancora, due guerre. A dire la verità nessuno, in Italia, le chiama col loro nome, perché a noi italiani non piacciono le guerre. E quindi le chiamiamo in modo diverso.

E poi, due o tre anni fa, la crisi finanziaria americana.

(Lasciamo stare che in Italia: 1) non c’è mai stata la crisi, 2) che non siamo mai stati bene come ora, 3) che gli altri Stati hanno avuto più difficoltà, 4) che non siamo la Grecia e 5) che potremmo fare la fine della Grecia.)

Anche in questo caso i commenti degli esperti erano del tipo: dopo questa crisi il mondo non sarà più lo stesso…

Per carità, è vero che la crisi non è finita.
Però, anche stavolta ho l’impressione che:
• quelli che prima stavano molto bene, in piena crisi continuino a stare molto bene.
• quelli che prima stavano abbastanza bene, continuino a stare abbastanza bene.
• quelli che prima erano in difficoltà ecco, quelli, invece, continuano a sprofondare, solo più velocemente di prima.
Due guerre non sono servite molto e quella dell’Afganistan è ancora lì, quasi persa. Per carità Bin Laden è sott’acqua, ma mi sembra un po’ poco.

Insomma, non ci credo più a questa storia che “niente sarà come prima”.
Sono frasi che qualcuno dice, forse per consolarsi un po’. Però, passata la tempesta, si continua a fare quello che si è sempre fatto, perché la vita continua e i furbi sono sempre furbi e i polli continuano a farsi spennare. Continuando a pensare che, poi, niente sarà come prima.

Per favore, non ditelo più.

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Mi piace prendere in giro la sfiga e riderci sopra. Per questo scrivo.
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Una risposta a IL MIO 11 SETTEMBRE

  1. paciuco ha detto:

    sono d accordo con te la penso come te QUEL giorno non deve essere dimenticato deve essere presente sempre in ognuno di noi Ciao un abbraccio

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