Amore… C’è un problema – (il rimbambito della settimana 5.0)


E quello si alza nel cuore della notte, lasciando sua moglie nel letto.
Lei è preoccupata e chiede: “Tra di noi?”, lasciando pensare a tutto quello che può andar male tra moglie e marito.Senza titolo2

E lui, serafico e deciso, cosa risponde? “No, tra la gente!”

Uno pensa che la scena successiva dovrebbe vedere la moglie di cui sopra, girarsi dall’altra parte, mandando a quel paese quel maniaco del marito, con un vaffa che sarebbe certo strameritato. Svegliata nel cuore della notte per dirle che la gente ha problemi.

E’ la denuncia che tra marito e moglie non ci si parla più o la pubblicità di una pillola per l’aumento del desiderio sessuale? Né l’una né l’altra.
Il maritino deve andare al supermercato a riordinare gli scomparti! Non può certo star lì a perder tempo a letto con la moglie!
Perciò lo immaginiamo camminare nella nebbia della notte, scansare gli ultimi ubriachi che rientrano, qualche prostituta che fa colazione, barboni che si alzano dai cartoni. Il nostro eroe, che è comunque un uomo, ha il ricordo del caldo del letto, dove è ancora la sua signora, ma alza il bavero del cappotto come a scacciare un cattivo pensiero. Arriva davanti al super, parcheggia la macchina (chissà perché ci viene da pensare a una vecchia Panda). E va a finire che fa una specie di presepe con scatolette di pomodori, sacchi di pasta e confezioni di tonno sottolio e lo guarda come avrebbe dovuto guardare la tipa che ha lasciato a letto. Ma le cose non vanno così…

Suggerimento inascoltato per il finale della storia.

Al super una cassiera con lo sguardo da gattamorta gli fa: “Non è l’ora di andare a casa?”. E lui, con lo sguardo più ebete del solito risponde: “Ma è ancora presto!”

Si vede la chiave che entra nella serratura, lui che cammina in corridoio. Rumori di sottofondo, sospiri, risate soffocate, parole sussurrate. Un’altra porta che si apre. Lenzuola che si muovono sul letto, vorticosamente.

Lei (quella della notte precedente) alza la testa e lo guarda stupita.

E lui: “Amore, c’è un problema”.

Lei, “Lo so, cretino. Ti sembra il momento di tornare?”.

Applausi scroscianti. Il pubblico che ringrazia. Questo sì che farà aumentare le vendite.

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Napolitano mi ha chiamato a consulto per il nuovo Governo


Riparte il nostro blog. Si, lo so, molti di voi – e anche noi – avranno pensato lamiacasetta avesse chiuso. Non è così. Stiamo tornando, più belli e simpatici di prima.

Basti questo. Adesso non ho tempo di stare qua a cincischiare. Visto che un Papa c’è già, Napolitano ha avuto la cortesia di chiamarmi e consultarmi per l’eventuale formazione di un nuovo governo. Gli ho detto che ci avrei provato e quindi adesso vado.

Fatemi gli auguri!

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Il rimbambito della settimana 4.0


E chi sarà stavolta? Non lo sappiamo, ma certo non sfuggirà il rapporto tra la donna fotografata e la pubblicità di tale associazione F.I.CA messicana, messa così in rilievo da quello che ha voluto, bontà sua, aggiungere frecce e evidenza.
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Il rimbambito della settimana 3.0


Oddio è troppo facile a questo punto.

Però, se la storia è vera…

Dicono che Mitt sia appassionato di caccia. Che per questo gli piaccia andare in Canada e che si sposti in auto. Me lo immagino dentro una di quelle belle giardinette americane anni 60 con i profili in legno: piena di fucili, munizioni, richiami, occhiali da sole, giubbotti di ricambio, cappelli, stivali. Anche la licenza di caccia (servirà in Canada?).

Sopra l’auto ha sistemato una grande gabbia e all’interno il suo cane preferito, Seamus. Qualche ora di viaggio per arrivare a destinazione. Oddio qualche ora: si parla di dodici. Fuori la tormenta e il cane. Dentro Mitt e musica country a tutto volume. Sembra di essere nella pubblicità dei jeans della Marlboro: l’America è un bellissimo Paese.

All’arrivo, Mitt scende dall’auto, si stira e fa per liberare il cane prediletto, ma si accorge – oh shit! – che quello è mezzo morto, intirizzito per il freddo (saranno cani americani, ma se fa freddo fa freddo e il Canada è il Canada, eccetera).

Allora, grande pensata, Mitt spruzza il cagnone con un po’ d’acqua fresca, simpaticamente, amichevolmente, per svegliarlo un poco.

Apre la gabbia e… Zoooom!

Dicono che il cane sia scappato così velocemente da non lasciar nemmeno capire  da che parte sia andato. E comunque non è più tornato. Manco la Sciarelli lo trova.

Un conservatore compassionevole, solidale e amico degli animali.

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Terremoti A, B e C


Dalla televisione i terremoti sono diversi: anche quelli sotto casa.

L’Aquila: studenti morti; la cricca della ricostruzione, le new town, la ricostruzione interrotta, Berlusconi regala le case con la tv, la Guzzanti ci fa un film. Il Paese s’indigna.

Emilia: lavoratori morti; il cuore produttivo dell’Italia, lì non doveva esserci terremoto, hanno continuato a fare il parmigiano reggiano e noi lo abbiamo comprato, vogliamo ricostruire da soli. Il Paese si mobilita.

Calabria-Basilicata: vecchi morti,  non ricordo nemmeno il nome del paese colpito, solo vecchi spaventati che non hanno nulla da offrire. Niente di interessante, cambia canale. Il Paese sbadiglia.

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Il rimbambito della settimana 2.0


Adesso non so a chi darlo, l’ambito premio. A chi ha rubato o a chi si è fatto rubare? In zona residenziale, con tanta gente che passava di lì…

Al ladro: c’era niente di meglio?

Alla vittima: non sarebbe ora di cambiare macchina, visto che non si trova nemmeno nelle figurine Panini?

Ai posteri…

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Il rimbambito della settimana 1.0


Da questa settimana pubblichiamo, a insindacabile giudizio di una giuria composta da esperti perdigiorno, maestri menarrosti e cazzari diplomati (cioè io), la stupidata nella quale, persona od organizzazione, si siano distinti, attraverso pubbliche azioni o dichiarazioni, contribuendo ad abbassare il livello complessivo di intelligenza del genere umano.

Grandi pensatori, scienziati, letterati e gente comune, si danno da fare per migliorare il mondo. Niente paura! I nostri rimbambiti sanno come rendere il mondo uno schifo!

A questi campioni vogliamo dare la nostra spernacchiata.

Dopo dieci secondi tali figuri avrebbero già dovuto dire: “scusate, mi sono sbagliato, la bocca si è aperta da sola e la lingua si è espressa in una lingua a me sconosciuta. Penso di essere posseduto dal Maligno” oppure: “il compiute a scritto quello che a scritto ha mia insaputa”. Generalmente non è così, ma, anzi, questi qua pensano di aver detto chissà quale concentrato di intelligenza.

Colpa della scuola? Della Società? Dei genitori? Dei geni (per dire)? Non lo sapremo mai.

Ringraziamo i rimbambiti perché ci fanno ridere o piangere, perché ci ricordano che una rapa è una rapa e perché dimostrano ogni giorno che essere umani non significa per forza essere intelligenti.

Sono naturalmente gradite segnalazioni di rimbambiti nelle più diverse discipline della stupidità umana e non.

Questa settimana il titolo di rimbambito va all’allenatore della squadra di calcio Hellas Verona, campionato di serie B, signor (??) Andrea Mandorlini.

Dei tifosi deficienti che hanno infangato la memoria di un povero morto non ne vogliamo nemmeno parlare. Ma di un rimbambito doc come l’allenatore, sì.

I tifosi (di ogni squadra e di ogni genere) sono, si sa, poveri deficienti che giustificano ogni cosa pur di sostenere la loro parte; e già questo dice tutto. Ma da uno che fa di mestiere l’allenatore, cioè lo pagano anche, che rappresenta pure la società sportiva e che non dovrebbe fare solo l’urlatore fuori dal campo, ci si aspetterebbe capacità di dare l’esempio e un livello di intelligenza appena appena superiore e invece… Niente! (Bravo!)

Desiderio di assicurarsi la benevolenza dei ”suoi” tifosi?

Freni inibitori da registrare (subito in officina)?

O semplicemente “nol ghe riva” (non ci arriva)?

Chi lo sa. Sono sempre gli altri a provocare.

Oltretutto chi scrive abita a Verona e si vergogna un pochettino ad essere accostato a questo qua…

Motivassione del premio:

Come riportato da varie testate (aia!) giornalistiche il tennico del Verona, Andrea Mandorlini prima di arrivare allo stadio avrebbe detto: ‘Io odio Livorno’. Non contento l’allenatore alla fine della partita, si è voltato verso la tribuna ed ha mostrato agli spettatori il dito medio (della mano o del piede? Boh).

Già a suo tempo il figuro si era esibito con la “sua” squadra e la “sua” curva in cori offensivi contro i terroni di Salerno e i tutti i meridionali. All’epoca Mandorlini si giustificò sostenendo che la sua era solo una goliardata (disse di aver cantato “Italiano terrone ti amo” degli Skiantos): un raffinato esegeta della musica non sense.

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Ciao Vesciuuu


Ciao Vesciuuu 

Eh già, la vita. Tu sei lì al mare che prendi il sole o al bar a bere un ape e quello è in un letto d’ospedale che aspetta. Aspetta il momento buono per andarsene. Per sempre. La vita funziona così, e cosa ti aspettavi di diverso? Tu sei qui e lui è là, steso sul letto con le sue macchinine attaccate.

Però, fa sempre effetto e brutto. Bryan, Braian, Andrea, detto Baul, noi sappiamo perché ti chiamavamo così e tanto basta. Hai fatto le tue. E, da un po’ di tempo, la vita ti aveva presentato il conto; e adesso ti tocca pagare.

Non è sempre così, qualche volta qualcuno, fortunato o furbo, riesce a scappare senza pagare. Qualcun altro paga anche se ha consumato niente.

Importa poco ormai. Mi mancheranno le tue macchine usate, le tue paste provate tutte, due volte, il tuo saluto quando entravo, il tuo sorriso contagioso. Nessuno mi farà ancora assaggiare – gratis – le paste.

Ciao Braaaaaaaian!

Che la terra ti sia lieve.

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Sfigato, ma sano!


Da piccolo era stato cagionevole di salute: tutte le malattie prescritte le aveva avute. S’era permesso perfino il lusso di stare trenta giorni in ospedale, all’età di quattro anni, primo al suo paese, per una strana forma di epatite virale. Poi, dall’età di dodici anni, più nulla. Ogni tanto un raffreddorino, di quelli che non ti fanno perdere un solo giorno di scuola. In casi eccezionali una febbriciattola, che si può comunque andare al lavoro.

I suoi coetanei, con il passare degli anni, diventavano ipertesi, alcuni cardiopatici, altri ancora si facevano operare di ernia discale o si rompevano qualche osso. Qualcuno, più di altri aduso a soddisfare gola e stomaco, aveva dovuto eliminare la cistifellea.

Lui niente.

Aveva anche pensato di essere fortunato, almeno più fortunato di quelli che conosceva.

Poi, l’illuminazione: aveva capito! D’altra parte gli sarebbe bastato guardarsi allo specchio per capire. Bastava solo fare uno più uno*: era così sfigato che anche le malattie lo evitavano.

*A proposito: fa ancora due?

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The big fart is coming… Sta arrivando Big Fart!


Red Ronnie ha ragione: i Maya avevano previsto tutto. Lo abbiamo preso in giro, ma abbiamo sbagliato. Siamo stati supponenti e arroganti nello sbeffeggiare le sue parole. I segni sono presenti da tempo, basta leggere.

  • Un vulcano in Ecuador, o da qualche parte, del quale aveva parlato Red Ronnie, esiste veramente, e si sta preparando, semplicemente alzando la pressione interna, giorno dopo giorno.
  • La grande pietra dei Maya, la Grande Maya-lah era stata molto chiara, quando aveva previsto il luogo e il giorno. Si, è vero, aveva sbagliato l’ora, ma all’epoca non esisteva l’ora legale, imbecilli che non siete altro.
  • Strani messaggi in codice, nomi di donna seguiti da numeri erano apparsi sul piastrellato di alcuni bagni pubblici, ma, stranamente, solo nella parte maschile.

Il sole è un po’ strano oggi, vero?

The Big Fart è sempre più vicino. Ma tutti noi miscredenti, imbevuti di razionalismo e di tecnicismo esasperato, tutti intenti a giocare con la Wii o a sollazzarci su YouPorn, abbiamo voluto ignorare quello che il Mondo, la Natura stanno preparando.

La fine si avvicina (bella forza, lo so).

Personal Guru sperimenta su sé quello che accade al mondo.

  • Durante le ere glaciali, aveva preso il raffreddore.
  • Durante la lunga stagione della pioggia, aveva tanto pianto,
  • successivamente, nel corso della stagione dell’umidità, aveva sudato come una carogna.

Ed ora si sta preparando a THE BIG FART. Contro la sua volontà mangia legumi di tutti i tipi e misure; non riesce a smettere. Minestrone primavera Kenorr, fagioli con cotiche Start, fejoada disidratata in busta, fagioli con gamba di porco, nervetti con fasoi, carne salada con fasoi, pasta e fasoi, fagioli del Mulino Blanco. Tutto, naturalmente freddo, come la vendetta. Una volta Personal, accompagnato da un ebete, era andato fino a Milano per comprare due cotechini in offerta speciale, da mangiare, naturalmente, con i fagioli. Milano, la stessa città dove Red Ronnie aveva lavorato: una coincidenza da non sottovalutare.  La sua panza (di Personal non quella di Red; non l’ho mica vista) stranamente sta mutando natura e forma. Si potrebbe dire che tende a tonda tenda da esplorazioni artiche, la sua massa si sta avvicinando a quella dell’Universo prima del Big Bang, nemmeno la luce potrebbe penetrare. Personal è anche andato dal medico per parlargli di quella strana sensazione di gonfiore intestinale, ma non lo ha trovato. Al suo posto un biglietto scritto in una lingua perduta: magnama-nco.

La fine è vicina.

Un esperto che conosciamo solo noi e che non vuole essere citato dice: “Basta guardare la produzione mondiale di fagioli, stranamente in aumento del 3% anno su anno, un piccolo aumento, ma costante, anche se non riportato dalle statistiche”. Si sa, le statistiche non dicono la verità, sono manipolate e, se non lo sono, potrebbero anche esserlo, perché no? Aumenta la produzione di fagioli, diminuisce il prezzo, la gente li mangia più facilmente (alcuni li sperimentano con il gelato) e la conseguenza è che aumenta la tensione.

La fine è vicinissima.

Il 2012 è l’ultimo anno che passeremo qui. Magari dall’anno prossimo tutti alle Maldive. Eh sì, e quelli che sono già alle Maldive? Affari loro, non posso pensare io a tutto.

E questa è la fine (del post o articolo o pensiero). Ma penso che torneremo appena avremo notizie.

Disclaimer: non voglio scherzare alla faccia di quello che è successo ai miei amici in Emilia. A loro tutta la mia vicinanza e simpatia, spero che questa brutta faccenda finisca presto e bene. Mi piacerebbe, anzi, farli sorridere e farli stare un po’ meno in ansia. Casomai prendo in giro i post profeti di sventura, quelli che le cose le sapevano già ma dopo che sono successe.

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